La riscoperta del potere femmineo… nel tiro istintivo con l’arco

In questo breve articolo voglio rendervi partecipi di un aspetto della “Via della Freccia” che ogni volta mi entusiasma. La riscoperta del potere femmineo…

Molte delle partecipanti femmine (scusate se uso questo termine, ma abbiamo  partecipanti di tutte le età) hanno un approccio per l’arco carico di rifiuto/attrazione, una sorta di amore-odio.

In alcuni casi vincere la parte che rifiuta richiede abbastanza tempo, come se entrare in relazione con l’arma fosse per loro sbagliato, pericoloso o peggio ancora proibito!!!!

Di contro, la parte affascinante del contatto esercita comunque una sorta di attrazione, alla quale dopo i primi approcci, solitamente non possono più  rinunciare, anzi… Al contrario degli uomini, le novelle arciere, superato questo momento recuperano più velocemente  il contatto con la loro parte istintiva più profonda, dando spazio ad una specie di liberazione, come se il loro istinto fosse stato intrappolato in chissà quale gabbia…

Recuperare la parte della loro memoria alla quale è stato negato il potere di autosufficienza e riportare alla luce la capacità innata della guerriera, rende le partecipanti immediatamente più lucide e consapevoli del loro percorso di donne, femmine, madri…

È bello vedere come impugnano l’arco dopo questa scoperta e come si approcciano al tiro sicure di colpire il centro.

Mi viene in mente per esempio quando Sara ha scoperto che la sua posizione, impostata sulla difensiva, non la facilitava nel contatto con il suo istinto, e  provando a cambiarla ha scoperto una posizione/postura che le permette di connettersi immediatamente con la sua forza interiore consentendole sempre ottimi tiri ed inoltre la capacità di rientrare a piacimento in contatto con questa forza….

Eravamo insieme a provare un bellissimo campo sull’altopiano di Brentonico e nonostante avesse già fatto molti progressi nel tiro, praticare un campo “vero” come quello, dove ci sono tiri veramente tecnici (la parola difficile è bandita, perché difficile è solo quello che riteniamo tale…) non era molto gratificante.

Dopo qualche insuccesso ha iniziato a farsi prendere dalla frustrazione, allora l’ho spronata a sperimentare dei cambiamenti che le si confacessero, la posizione delle gambe o del busto, la rotazione della testa ecc.,
ha quindi iniziato a praticare il mio consiglio e ad un certo punto mentre stava sperimentando un aggiustamento dei piedi si è bloccata improvvisamente, ha  alzato  fiera la testa e con sicurezza ha detto  “Ecco! questa é la mia posizione” .

E da quel momento è come si fosse connessa con un altro campo, come se qualcosa si fosse sbloccato, oppure come se si fosse ricordata come si fa…
Ho avuto la  percezione che avesse acquisito una grande sicurezza in ciò che stava facendo, infatti da li in poi l’unico limite che ha evidenziato è stato quello dalla potenza dell’arco nei tiri lunghi, poi nessuna indecisione ne ostacolo…

La guerriera era rinata…!

Tutto questo non è impossibile se pensiamo che nel nostro patrimonio genetico ci sono almeno trentamila anni di contatto con l’arco, quindi senza scomodare le memorie di vite passate, possiamo senz’altro dire che l’arco come strumento di sopravvivenza appartiene al nostro bagaglio istintivo.

È possibile quindi attraverso la pratica del tiro istintivo rientrare in contatto con questa forza, che probabilmente nel corso dei secoli è stata, nelle femmine, volutamente sopita.

Ritrovare la propria autosufficienza e la capacità di esprimere il proprio istinto, è come riaccendere una scintilla divina e la gratificazione di vedere femmine risvegliate alla fine di un seminario è inestimabile.

Stefano Grassini, ideatore e Trainer della Via della Freccia

6 risposte a La riscoperta del potere femmineo… nel tiro istintivo con l’arco

  • bellissimo articolo che si lega molto bene all’autostima come ricerca del nostro io più profondo e apprezzare i nostri valore
    Mi viene voglia di provare ora mi informo se nella mia zona c’è un tiro con l’arco

    • Cara Marika. Grazie mille.. Sono contenta che hai apprezzato l’articolo. Vorrei ricordarti che la Via della Freccia si differenzia dall’usuale tiro istintivo con l’arco, che porta molti benefici, ma che si focalizza soprattutto come pratica sportiva e viene accompagnato da quel punto di vista, da professionisti di quel ruolo. Noi vogliamo andare ben oltre, ed è per questo che mi sono permessa di sottolinearlo e i benefici, come potrai vedere anche sul sito… possono andare molto in profondità ed essere portati ovviamente nella propria vita quotidiana. Quest’estate saremo per un’intero mese in Val Badia per workshop “d’assaggio”… chissà che tu non riesca a venire a trovarci! Noi saremo lì 😀

  • io piango…perchè siete troppo lontani dalla mia regione…perchè so che non potrò mai frequentare un corso così dalle mie parti…e la guerriera che è in me soffre…perchè ultimamente le persone che mi circondano vogliono solo soffocarla…
    mi ritenevo fortunata un tempo…pensavo di essere cresciuta in un ambiente dove le donne più o meno venivano prese in considerazione..ma ora non è più così…perchè sono cambiati gli scenari nella mia vita e vogliono solo abbattermi e indebolirmi e io sto alimentando paura…una paura che non avevo mai provato prima pensando che sono una donna…ora mi rendo conto che sono una donna che ha paura e che sta soffocando parti di sè che ama profondamente ma che deve tenere nascoste…come la guerriera. Cosa devo fare? non so che fare per proteggere la mia guerriera…grazie cmq per questo articolo

    • Giulia… se senti di piangere, piangi…. sicuramente non siamo noi a bloccare questo sfogo di emozioni, che è più deleterio controllare o opprimere…. Certo, hai un pregiudizio, quello di essere lontani… probabilmente non ci segui da molto, perché sapresti che noi ci spostiamo tranquillamente… Quindi se vuoi, tutta questa energia che metti nel trovare “fuori” il motivo della tua sofferenza (gli altri sono solo un nostro specchio!)…. se vuoi, ti offriamo l’opportunità di metterti in azione, un’azione coraggiosa, proprio nel senso di AZIONE CON IL CUORE…. ti va di organizzare un corso per noi? Ci sono alcune cose di cui abbiamo bisogno, la location adatta e almeno 10-12 persone, a seconda di dove abiti, che non dici. Se ti interessa contattaci pure via mail e proseguiamo.
      Per il fatto della guerriera, invece, se ti va, puoi seguire il corso online (quindi non c’è scusa chilometrica) sul Genio Femminile. Ricorda che la Guerriera non è il Guerriero, è altro… se ti va, ti do le indicazioni necessarie. inizia il 10 luglio 2013. :-)

  • bellissimo articolo.
    vi verrò presto a trovare. sono sempre stata affascinata da questa pratica ma mi è entrata ancora più nella pelle dopo che ne ho scritto nel mio ultimo libro! http://miskajani.blogspot.it/2013/09/palla-al-centro-si-ricomincia.html

    • Cara Silvia, grazie hai scritto un bellissimo passo, corrispondente esattamente alla nostra visone e a ciò che sosteniamo nei processi che emergono al seminario. Ci fa enorme piacere che il campo che stiamo creando in un qualche modo ti sia stato d’ispirazione…
      Ti aspettiamo per mettere in pratica ciò che hai già sentito in te…
      Un caro saluto
      Stefano

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Dicono del Corso
  • Caro Stefano, sono felice di testimoniarti la mia gratitudine per aver ideato questo percorso: la via della freccia. Mi sono sentito a casa fin da subito complice il fatto che mia moglie ha condiviso con te la conduzione del seminario. Ho potuto sperimentare, sbagliare, irrigidirmi e di nuovo lasciar fluire la mia istintività in totale libertà e sicurezza. Ho percepito così molti miei limiti e ho potuto serenamente mettermi in gioco. Fin da subito e’ riemersa la memoria atavica del cacciatore/arciere,l’ho sentita imperiosa dentro l’addome ed è stato bellissimo cavalcarla per poter scoccare la freccia. La via della freccia per me che l’ho provata ha significato scoprire quale via prendeva la mia intenzione. Andare a segno è l’insieme di desiderio immaginazione azione focalizzata ed efficace. Significa esserci totalmente non esclusivamente un gesto tecnico. Ci hai saputo accompagnare facendo salve le caratteristiche di ognuno e di questo ti rendo merito Grazie Luca Migliazzi